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martedì 15 aprile 2014

15 APRILE IN RICORDO DI GIANNI, MON AMI.

Caro Gianni, questa foto te la scattai qualche giorno prima che tu ci lasciassi per sempre, e sono ancora incredulo nel rivederla, e pensare che non ti rivedrò mai più; quando scendevi da Amsterdam era bello rincontrarci e raccontarci le nostre storie. Con Simone eri in rotta. Non sai quanto tempo dovetti pregarlo per fargli capire che non c'era molto tempo a disposizione e che avrebbe dovuto prendere il primo aereo e venirti a far visita, altrimenti gli feci capire che si sarebbe pentito per il resto dei suoi giorni. Ed eccolo nella foto con te. Quando entrò nella tua stanza, mi guardasti e mi indicasti col dito come dire che avevi capito che ero stato io a convincerlo. Solo io e tu capimmo cosa volevi dirmi. Ho rubato questa e altre foto del vostro incontro, oggi dopo sei anni ne posto una per ricordarti, Gianni mio caro e indimenticabile amico di una giovinezza straordinaria, la nostra. Addì 15/APRILE/2008. CARO GIANNI STO ASCOLTANDO LE CANZONI CHE MI RIPORTANO INDIETRO NEL TEMPO RIVEDO IMMAGINI E STORIE CHE ABBIAMO CONDIVISO, LA MORTE TI HA COLTO GIOVANE A SOLI 53 ANNI. CHE TRISTEZZA NEL CUORE, QUELLA FUORI DALLA FINESTRA NON E' PIOGGIA SONO LE MIE LACRIME...
Nico e Gianni nel 1975 a Modena.

venerdì 11 aprile 2014

DELL'UTRI IN LIBANO?

https://www.youtube.com/watch?v=-DPBE2VvH1A

MANDATO D'ARRESTO PER DELL'UTRI E LUI SI RENDE LATITANTE.

I DUE CONDANNATI MENTRE FONDAVANO LA SOCIETA' PER DELINQUERE, ANNI ADDIETRO.

giovedì 3 aprile 2014

VENDITA ALL'ASTA.

DA IERI E FINO AL 6 APRILE, NELL'AMBITO DEL PROGETTO "INSIEME PER GLI ALTRI" A TARANTO NELLA CITTADELLA DELLE IMPRESE, IN VIA VIRGILIO, 152 DALLE ORE 16.30 C'E ' UN MERCATINO CHE VENDE OGGETTI DAVVERO INTERESSANTI A PREZZI ANCORA PIU' INTERESSANTI. INVECE DOMENICA 6 APRILE 2014 ALLE ORE 17.00 SI APRIRA' UN'ASTA NOTEVOLE, VERRANNO BATTUTI OGGETTI DI PREGIO, A PREZZI ABBORDABILI. PER RAGAZZI O TIFOSI DEL TARANTO, CI SARANNO TRE MAGLIETTE DONATE DAI GIOCATORI, SEMPRE ALL'ASTA. CI SARANNO DUE MIE VIGNETTE RICHIESTEMI DAL CENTRO SERVIZI E VOLONTARIATO "IL PONTE". SIATE MUNIFICI.

domenica 30 marzo 2014

STAMATTINA HO ADERITO ALLA RACCOLTA DI FIRME PROMOSSA DAL MOVIMENTO CINQUE STELLE CONTRO LE TRIVELLAZIONI IN MAR GRANDE!!!

CONDANNATO A VENTI ANNI.

Donna sfregiata con l’acido: 20 anni di carcere all’ex fidanzato di Lucia Annibali Condannati a 14 anni il presunto esecutore materiale dell’aggressione, Rubin Talaban, albanese, e il suo connazionale Altistin Precetaj

sabato 29 marzo 2014

MORTO FRANCO BRUNA

LUTTO E' ,morto il disegnatore e amico Franco Bruna Firmò a lungo le caricature di politici, intellettuali, sportivi e stelle del mondo dello spettacolo su “La Stampa” e per tante altre testate sportive e satiriche. È morto nella notte all’ospedale di Cuneo Franco Bruna, grafico, disegnatore, celebre soprattutto per la lunga collaborazione con il quotidiano “La Stampa”. Nato a Torino nel 1935, grafico di professione, pubblica la sua prima caricatura su Stampa Sera nel 1971. Da allora ha continuato a raccontare l’Italia e il mondo attraverso i personaggi visti, interpretati, caricaturizzati. Mai una cattiveria, ma un modo limpido per raccontare ottenendo sorrisi. A Franco Bruna è dedicata nell’ambito della sezione Eurohumor della edizione cuneese del sito web de La Stampa una personale che raccoglie 86 ritratti di scrittori, italiani e non, contemporanei o entrati nella storia. Questa sera all’Ospedale Santa Croce di Cuneo, alle 18, verrà recitato il rosario. Oggi 29 marzo, alle 14,30, ci sono stati funerali Cuneo. LA FOTO SCATTATA DA ME NEL 2010 A FORTE DEI MARMI RITRAE LA FAMIGLIA BRUNA, FRANCO E' A CAPO TAVOLA CON LA CAMICIA A FIORI, R.I.P.

CLIMA DA GUERRA FREDDA.

TAGLI DALLA UE ALLA PUGLIA!

RICORDATEVI CHE QUETSA NOTTE DOVETE SPOSTARE LE LANCETTE UN'ORA AVANTI!!!

lunedì 24 marzo 2014

QUESTA SERA DALLE 21.30 SARO' OSPITE QUI' CI DIVERTIREMO COME PAZZI!!!

70 ANNI FA IL MASSACRO DELLE FORZE ARDEATINE.

NELLA FOTO CON ME IL DOTTOR DE CAROLIS FIGLIO DI UGO DE CAROLIS MAGGIORE DEI CARABINIERI, AL QUALE SONO INTITOLATE LA CASERMA DELL'ARMA DI TARANTO, UN ISTITUTO SCOLASTICO TARENTINO E LA SCUOLA UFFICIALI A ROMA: MARTIRE DELLE FOSSE ARDEATINE. Il Capo dello Stato celebra il 70esimo anniversario dell'eccidio nazista. "Dobbiamo ricordare quello che abbiamo vissuto. Non si può giocare con queste posizioni che tendono a screditare il nostro patrimonio di lotta per la libertà".24 marzo 1944, 335 martiri 24 marzo 1944, 335 martiri nella cava alle Fosse Ardeatine Il mausoleo delle Fosse Ardeatine Nell'eccidio delle Fosse Ardeatine morirono 335 italiani. Fu un'azione punitiva, la rappresaglia in seguito all'attacco dei partigiani alle truppe tedesche in via Rasella. Un massacro delle cui dimensioni ci si rese conto solo nel dopoguerra, quando furono recuperati e identificati i corpi delle vittime. Il 23 marzo 1944, 17 partigiani fecero esplodere un ordigno in via Rasella, a Roma, mentre passava una colonna di militari tedeschi. Nell'attentato vennero uccisi 32 militari, mentre altri 10 soldati morirono nei giorni successivi. Nell'esplosione morirono anche due civili italiani. La sera del 23 marzo, il comandante della polizia e dei servizi di sicurezza tedeschi a Roma, il tenente colonnello delle SS Herbert Kappler, insieme al comandante delle forze armate della Wermacht di stanza nella capitale, il generale Kurt Malzer, disposero che l'azione di rappresaglia consistesse nella fucilazione di dieci italiani per ogni soldato tedesco ucciso, e suggerirono che le vittime venissero selezionate tra i condannati a morte detenuti nelle prigioni di Regina Coeli e via Tasso. Il generale Eberhard von Mackensen - la cui giurisdizione comprendeva anche Roma - approvò la proposta. Il luogo scelto per l'esecuzione fu una cava di tufo dismessa sulla via Ardeatina, a un passo dalle catacombe cristiane. La cava fu ritenuta idonea per poter eseguire la rappresaglia in segreto ed essere utilizzata come fossa comune dove occultare i cadaveri. Il numero dei prigionieri che erano già stati condannati a morte, però, non era sufficiente. Per questa ragione, i nazisti aggiunsero alla lista altri detenuti, molti dei quali arrestati per motivi politici, altri sospettati di aver preso parte ad azioni della Resistenza, 57 cittadini ebrei, molti dei quali erano detenuti nel carcere romano di Regina Coeli, ed alla fine anche alcuni civili fermati per caso nelle vie di Roma. Il giorno seguente, agli ordini dei capitani delle SS Erich Priebke e Karl Hass, i camion caricarono tutti gli artestati, 335 e tutti uomini, e li portarono alle cave dove fu compiuto il massacro. Il più anziano tra gli uccisi aveva poco più di settant'anni, il più giovane quindici. Quando le vittime vennero radunate all'interno delle cave, Priebke e Hass si accorsero che erano 335 anziché 330. Le SS però decisero che rilasciare quei 5 prigionieri avrebbe potuto compromettere la segretezza dell'azione e quindi decisero di ucciderli insieme agli altri. I prigionieri selezionati furono condotti all'interno delle grotte con le mani legate dietro la schiena. Già prima di raggiungere il luogo dell'esecuzione, Priebke e Hass avevano deciso di non utilizzare il metodo tradizionale del plotone di esecuzione; ai militari incaricati di far fuoco venne ordinato di occuparsi di una vittima alla volta e di sparare da distanza ravvicinata, in modo da risparmiare tempo e munizioni. Gli ufficiali nazisti portarono quindi i prigionieri all'interno delle fosse, obbligandoli a disporsi in file di cinque legati tra loro e a inginocchiarsi; lì li uccisero uno a uno con un colpo alla nuca. Quando il massacro ebbe termine, Priebke e Hass ordinarono ai militari del genio di chiudere l'entrata delle fosse facendola saltare con l'esplosivo. Qualcuno sentì le esplosioni, altri raccontarono di aver visto qualcosa: iniziò a diffondersi la voce dell'eccidio. L'unica informazione a riguardo arrivò da un trafiletto del Messaggero: "Il comando tedesco ha ordinato che per ogni tedesco ammazzato, 10 criminali comunisti badogliani verranno fucilati. Quest'ordine è già stato eseguito". Chi fossero le vittime e dove precisamente fossero seppellite non era dato sapere. Nei giorni e nei mesi successivi, però, i familiari di prigionieri scomparsi si recarono alle cave dove lasciarono fiori e messaggi dedicati ai loro cari, pur non avendo la certezza che fossero sepolti lì. Solo dopo la guerra le cave furono aperte e si potè procedere all'identificazione dei corpi delle vittime.

giovedì 20 marzo 2014

BERLUSCONI NON E' PIU' CAVALIERE DEL LAVORO.

RICORDARE MENNEA.

DOMANI 21 MARZO SI RICORDERA' A BARLETTA NELLA SALA PIETRO MENNEA ALLE ORE 17.00 CORSO VITTORIO EMANUELE, 49 AD UN ANNO DALLA MORTE DI MENNEA, IL GRANDE CAMPIONE. PER L'OCCASIONE MI E' STATA RICHIESTA UNA VIGNETTA CON CUI E' STATA REALIZZATA UNA CARTOLINA. PER I COLLEZIONISTI DI FRANCOBOLLI CI SARA' L'ANNULLO SPECIALE FILATELICO SULLA CARTOLINA.