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lunedì 30 dicembre 2013

SCHUMACHER

DICIAMOCI LA VERITA', ORMAI IL PILOTA SU QUALSIASI PISTA E' DIVENTATO UN FRANA!!!

sabato 7 dicembre 2013

MANDELA UOMO DI PACE.

GRILLO VUOLE LE RIPRISTINARE L'USO DELLE VELINE? E NON SONO CERTO QUESTE!!! EJA EJA ALALA'!

MUSSOLINI-GRILLO

Grillo lancia sul blog la caccia ai giornalisti 'ostili' al M5S. Ai militanti: "Segnalateceli" Nuova rubrica sul sito del leader dei Cinque Stelle. Il primo post è contro Maria Novella Oppo dell'Unità. Letta le manifesta solidarietà su Twitter. Il Partito democratico: "Metodi squadristi". Orellana, senatore M5S, e Dario Fo si dissociano. L'Odg: "Intervenga la magistratura". "Poi l'articolo viene tolto dalla home page. Qualche ora dopo un deputato grillino posta su Fb una foto contro un collega del Pd. GRILLO TI STAI COMPORTANDO COME MUSSOLINI CHE USAVA L'OVRA PER SPIARE E FARE LE SOFFIATE AL DUCE!!! FAI SCHIFO!!! (NICO PILLININI)

venerdì 6 dicembre 2013

mercoledì 27 novembre 2013

BERLUSCONI DECADUTO!

Berlusconi: ''Umiliato da don Mazzi che mi vuole a pulire i cessi'' Così Silvio Berlusconi al Meeting dei Giovani di Forza Italia in merito al proprio affidamento ai servizi sociali

CINESI

SEQUESTRATI 140,000 PASTELLI CINESI SENZA IL MARCHIO "CE". PASTELLI TOSSICI E CANCEROGENI CHE POSSONO PROVOCARE DANNI AI RENI E AI POLMONI

UN UOMO FINITO.

venerdì 22 novembre 2013

mercoledì 20 novembre 2013

MOSTRA PER RICORDARE BRUNO D'ALFONSO.

UNA MOSTRA PER RICORDARE BRUNO D'ALFONSO, CI MANCHERAI TANTISSIMO. TU CHE ERI SEMPRE CON LA TESTA TRA LE NUOVLE ORA CI SEI LASSU' TUTTO PER INTERO. Ciao Nico Pillinini. Anche Bruno sarebbe contento .Sapere che vi eravate incontrati indirettamente grazie a Paperino vi eravate già incontrati è motivo di gioia. Bruno è stato veramente sfortunato nella vita. Un motivo in più per ricordarlo. ciao Giampiero. Una caratteristica, anche stilistica, di Bruno D’Alfonso era quella di essere profondamente buono. Anche troppo buono. E lui, che ho conosciuto molto bene (per qualche tempo come un grande amico, anche se era più grande di me quando da giovani gli anni in più hanno la loro importanza), lui è andato a lavorare e fare amicizia con quelli che facevano la satira alla fine degli anni Settanta e all’inizio degli Ottanta. Il settimanale simbolo di quegli anni, e il più celebre, si chiamava il Male (non a caso). Lì la satira era cattiva, ma cattiva come oggi neanche si potrebbe immaginare. E invece Bruno era buono. Buono come nemmeno si potrebbe immaginare. Buono che un giorno mi disse che una cosa che stavo facendo insieme a lui, che non era per niente cattiva (solo un po’ coraggiosa), beh, lui non se la sentiva di farla. Tanto buono che poi ha fatto Ciacci con Cascioli e ha realizzato vignette con i suoi personaggi con il naso a palloncino, in cui la battuta più cattiva era comunque buona. Era un tesoro d’uomo, Bruno, davvero, e si divertiva a raccontare (a volte ancora prima di disegnarle) le sue vignette ridendo, con una risata interiore e solitaria, che continuava a ticchettare per qualche secondo. E non gli interessava verificare se ridevi anche tu (che comunque ridevi), lui si divertiva e questa era la prova (buona per lui) che la battuta era buona. Intendiamoci: Bruno è stato anche intransigente sulla bontà. Nel senso che le sue certezze, anche quelle religiose, con il tempo sono diventate delle rigidità da prendere o lasciare. E questo gli ha reso difficili i rapporti con molte persone, con molti amici. Anche con me, che non lo capivo. D’altra parte ognuno ha la bontà (o la cattiveria) che intende coltivare. E poi nella vite le cose, accidenti, vanno così: ci si perde, e si ha la sensazione di potersi sempre recuperare, e non è vero. Accidenti. Restano ora le battute di Bruno, le sue vignette, quel suo stile leggero e buono e quei personaggi col naso a palloncino che sembrano essere nel mondo all’improvviso, quasi per caso, senza conoscerne le regole, spaesati. Un po’ come il loro autore. Luca Raffaelli. .Bruno ci ha lasciati davvero prematuramente e non solo per l'età anagrafica ma anche per l'immagine giovanile un po' smarrita ma sorridente con cui lo abbiamo sempre vissuto. Un'immagine che forse derivava non solo dai suoi modi gentili e da quegli spessi occhiali che ne accentuavano la tenerezza d'animo, ma anche dalle tanto amate ambientazioni scolastiche di tante sue vignette. Non si può morire quando ancora frequentiamo la scuola e siamo compagni di banco di Gino Ciacci e Mario Cacchioni. Questo era l'ambiente e il punto di vista da cui partiva lo sguardo di Bruno sulla realtà e in questo ambiente, anche noi suoi amici, lo abbiamo sempre immaginato. C'è da chiedersi, giustificatamente, come facesse a parlare con questi elementi minimalisti di personaggi comuni, dei grossi problemi politici e sociali che vivevamo in quegli anni. Gli anni '80, ricordiamolo, erano anni segnati dal terrorismo, dalle stragi di stato, dall'egemonia criminale della mafia, da riposizionamenti ideologici epocali, tutti temi apparentemente assai difficili da trattare dalla nicchia di Bruno D'Alfonso. Eppure Bruno ci riusciva benissimo, raggiungendo l'efficacia delle vignette più feroci e andando al cuore dei problemi con garbo ed eleganza e, in più, con quella mitezza di chi sta chiedendo scusa per il disturbo e al tempo stesso ribadisce che quella verità sgradevole te la deve proprio dire. Il modo più giusto, a nostro avviso, per colpire e per farsi ascoltare. Il suo tratto morbido, rotondo, si legava ad un umorismo surreale e stralunato quasi da DiarioVit, quello di Jacovitti, autore che sicuramente Bruno amava moltissimo. Ed è forse anche questa freschezza da diario scolastico che mantiene vive e funzionanti ancora oggi le vignette e le strisce di Bruno, laddove tanti altri lavori satirici legati più direttamente al teatrino della politica, sono irrimediabilmente scomparsi. Comunque quello che è certo è che Bruno D'Alfonso sarebbe ancora più attuale e necessario ora, in questo clima di volgarità dilagante e di comunicazione becera e sguaiata di cui non vediamo la fine. E invece, caro Bruno, ci tocca salutarti, ci tocca dirti addio. Lo facciamo con una frase non nostra, una frase scritta su te da un comune amico, Angese, anche lui prematuramente scomparso: “Quando D'Alfonso ha le lenti a contatto disegna ciò che vede. Quando ha l'apparecchio acustico disegna ciò che sente, quando ha il naso libero disegna ciò che puzza”. Un abbraccio a entrambi, Elle Kappa e Sergio Staino