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lunedì 28 luglio 2008

FREAKS


FREAKS
di Tod Browning


In un circo, la bella Cleopatra venuta a conoscenza che il nanetto Hans è venuto in possesso di una cospicua fortuna, decide di sposarlo con l’intenzione di accaparrarsi l’eredità, per poi ucciderlo.
Il piano, suo e del suo reale amante, il forzuto Ercole, viene però scoperto dagli altri “mostri” (i freaks che danno il titolo al film, appunto) che compiono la loro vendetta mutilando orrendamente i due amanti, riducendo lui ad un castrato obeso e lei a “donna gallina”.
Fin qui la trama.
Ancor oggi guardare “Freaks” è un’esperienza disturbante, non risulta difficile quindi credere come lo scandalo che venne dal film (e, forse ancor più, il suo clamoroso flop) fu l’inizio della fine, come regista, di Charles Albert “Tod” Browning, autore del leggendario “Dracula” del 1931 con Bela Lugosi, che consegnò al nostro immaginario l’immortale stereotipo dell’aristocratico transilvano assetato di purpurea linfa.
Nell’anno (il 1932) che vede passare sugli schermi “Piccole Donne”, Browning crea, forse al di là delle sue stesse aspettative, un’opera terribile, non solo per la messa in scena di mostruosità reali , e forse neanche solo per la cruda analisi sociologica che molti vi hanno voluto vedere (i veri mostri sarebbero i “normali”, un tema questo che ora è non del tutto desueto, ma che allora fece scalpore).
L’orrore di “Freaks” è nel fatto che è un film assolutamente senza pietà, per nessuno. Se Cleopatra ed Ercole non lasciano, nella loro avidità, spazio a scrupoli, i poveri esseri deformi esposti nel vaudeville alla morbosa curiosità del pubblico atterito e deliziato assieme dal monstrum , suscitano sì commozione nel senso etimologico, ma NON sono i “buoni” della situazione, non sono i bambini innocenti amati dagli Dei, non c’è spazio per interpretazioni edificanti. Hanno un codice d’onore e di lealtà, aperto all’accettazione (un pugno nello stomaco la scena, alle nozze, della cantilena terrificante e demente “Noi ti accettiamo! Sei una di noi!”), ma senza perdono.
Non c’è –oggi sarebbe questo il peccato di Browning- pietà da parte dei freaks, che in una scena indimenticabile inseguono Cleopatra ed Ercole, chi camminando sulle braccia, chi saltellando, chi strisciando, per poi punirli orrendamente (prima dei tagli che ridussero la durata del film a 60 minuti, era ancora più chiaro che i due amanti venivano torturati e mutilati).
Una fotografia magistrale, una sceneggiatura tanto perfetta da far credere, in alcuni momenti, di assistere a situazioni di “real life” (i freaks non vengono mai ripresi in pista), caratteri perfetti,una trama semplice ma mai scontata, un montaggio da scuola. Freaks è un capolavoro crudele, di quelli che nel Rinascimento segnavano la dannazione di un artista; non è da tutti, può segnare molto, sicuramente fa pensare e non consola.
http://it.wikipedia.org/wiki/Freaks_(film)

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