
grattarsi i coglioni in pubblico è reato.
Un operaio di Como (del resto, chi altri se non un operaiaccio si gratta i maroni in pubblico) è stato condannato a 200 euro di multa più altri mille da dedicarsi alla cassa ammende (istituzione di cui prealtro ingoravo l'esistenza).
L'avvocato della difesa ha sostenuto che si trattava di porre rimedio a un fastidio provocato dal cavallo, ma nulla da fare.
Scrive la suprema Corte: "Il palpeggiamento dei genitali alla presenza di terze persone è manifestazione di mancanza di costumanza e di educazione in quel complesso concetto di regole comportamentali etico-sociali".
Pare che il reato si consumi anche quando la grattata ha valenza apotropaica.
A PROPOSITO BERLUSCONI NON SI ERA DEFINITO "IL PRESIDENTE OPERAIO?"
1 commento:
Domani questa foto la pubblico anch'io,sappiamo tutti quanti però che la legge non è uguale per tutti.
Saluti,Nico
Kenzo
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