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venerdì 5 dicembre 2008

BATTAGLIA DELLA GRANA.



Sequestrati beni per 250 milioni di euro. Era l'eredità di un imprenditore indagato per mafia.
I finanzieri del Comando provinciale di Palermo hanno sequestrato beni per 250 milioni di euro ai parenti dell'imprenditore Paolo Sgroi, morto il 5 ottobre scorso a 62 anni, già presidente ed amministratore delegato della Cedi Sisa Sicilia Spa e già indagato per associazione a delinquere di stampo mafioso. Le indagini della Guardia di finanza erano partite da alcune conversazioni intercorse tra noti pregiudicati mafiosi circa gli interessi dei vertici di 'cosa nostra' nella grande distribuzione commerciale, con particolare riferimento proprio alla Sisa. Dopo una lunga attività investigativa, le Fiamme gialle hanno individuato un consistente flusso finanziario che da una filiale di un istituto di credito di Carini (Palermo) giungeva su un conto cifrato acceso presso un istituito di credito elvetico di Lugano, nella disponibilità di Sgroi. Complessivamente, le indagini hanno consentito di segnalare all'Autorità giudiziaria 15 persone, ritenute responsabili a vario titolo dei reati di associazione mafiosa, riciclaggio aggravato, estorsione, intestazione fittizia di beni ed altro. I beni sottoposti a sequestro sono quattro società commerciali, 15 tra beni mobili ed immobili, ed 86 rapporti bancari. Ulteriori particolari saranno resi noti nella conferenza stampa che si terrà alle 10:30 presso il locale Palazzo di Giustizia.

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